Il Diavolo è la scimmia di Dio


 

Nel 1989 ero candidato con i Verdi - i Verdi dell’epoca, non quella brutta copia di oggi – alle elezioni europee. Qualche settimana prima delle elezioni fui arrestato per aver sabotato un cantiere edile a San Pietro al Natisone, dove si doveva costruire un allevamento di cavie di proprietà della Fidia farmaceutici. Due capoccia d’alto livello, Michele Boato e Andrea Werenfenig, mi tolsero dalla lista dei candidati perché la mia presenza avrebbe costituito una pietra d’inciampo per il buon nome della neonata formazione politica. Mi giudicarono non idoneo per la rispettabilità del partito.

 

 

Dieci anni dopo, quando furono avvelenati con il topicida alcuni panettoni della Nestlè, a firma Animal Liberation Front, raggiunto telefonicamente dai giornalisti, mi dichiarai favorevole a tale azione, senza sapere bene perché, ovvero senza riflettere se colpire la più grande industria alimentare del mondo rientrasse negli scopi della Liberazione Animale. Gianluca Felicetti, presidente della LAV, scrisse un editoriale al veleno sul bollettino dell’associazione, giudicando che solo un folle avrebbe potuto compiere azioni del genere. Sia chiaro, io non c’entravo niente con l’invio alla redazione dell’ANSA di due panettoni avvelenati, ma ero talmente esaltato, talmente innamorato dell’idea di A.L.F. che ai giornalisti dissi d’essere d’accordo. Mi giudicarono non idoneo ad essere definito animalista.

A proposito di Verdi, il 4 ottobre scorso abbiamo visto Vladimiro Luxuria a Gravellona Toce inginocchiarsi sul palco di fronte a duemila persone, indossando una tutina aderente color arcobaleno, pregando di essere tutti uniti per sconfiggere la Destra. Molti hanno giudicato indegna e ridicola quella scenetta. Io penso che sia il soggetto stesso ad essere ridicolo in sé, ma il mio parere non conta più di tanto, solo vorrei capire quanto ecologista sia un personaggio del genere. Ovvero, quanto beneficio ricavi l’ambiente dalle iniziative di tale travestito (si può dire travestito o è politicamente scorretto?). Penso che di Verde, in questo caso, ci sia ben poco. D’altra parte, un Bonelli non è che sia tanto meglio! Per cui, mi astengo dal giudicare.

Ci sono casi in cui non posso esimermi dal giudicare certi individui. E sono quei casi in cui tali persone sembrano portare avanti la lotta per i diritti degli animali. Io a suo tempo fui giudicato indegno di appartenere al movimento animalista, tutte le volte che violavo la legge e finivo prima sui giornali e, successivamente, in tribunale e in carcere. Tralasciando la questione se io abbia agito bene o male, cioè se io con i miei sabotaggi abbia infangato o meno il movimento animalista, oggi non posso accettare che personaggi pubblici, che si mostrano sui social, rechino un danno d’immagine al buon nome di tutti coloro che amano sinceramente gli animali e chiedono che venga fatta loro giustizia. Non posso accettarlo e non posso stare zitto.

Mi sono già occupato ampiamente di quel truffatore piemontese, Giancarlo De Salvo, che negli ultimi tre mesi (e non ce lo siamo ancora levato dalle scatole) su Facebook invitava la gente a firmare per i suoi referendum fasulli, coadiuvato dalla sua aiutante Michela. Costui avanzava accuse neanche tanto velate contro le “grandi associazioni”, tra cui quella di Gianluca Felicetti, che nel 1999 disapprovò le mie dichiarazioni sui panettoni, suggerendo che ai loro dirigenti non importa niente degli animali e pensano solo a “tirare a campare”, chiedendo soldi. Idealmente, a distanza di 27 anni, il cerchio si è chiuso e io, che fui malamente giudicato dalla LAV, oggi mi sono espresso in sua difesa, quasi una specie di risarcimento per le mie impulsive dichiarazioni alla stampa di quell’epoca.

Un altro soggetto che ho recentemente giudicato perché lo considero pericoloso per la buona reputazione degli animalisti è uno squinternato che si fa chiamare Pippo Wild e che manipola animali a casaccio sbagliando la loro classificazione in modo plateale, probabilmente di proposito. Vedendo le performance di costui, posso capire perché i cacciatori dicano che gli animalisti sono tutti ignoranti, mentre loro, i moderni bioregolatori, sanno tutti dei boschi, della natura e della fauna. Posso capire che ci chiamino “animalari”, “animalati” o, nella migliore delle ipotesi, “animalisti da salotto”. Perché Pippo Wild faccia lo stupido, come disse Papa Francesco di Gesù, è un piccolo mistero, ma i più informati dicono che lo faccia per le visualizzazioni, cioè per quel guadagno che l’algoritmo gli mette a disposizione. Probabilmente, il truffatore piemontese ha allestito il bordello del referendum per la stessa ragione.

E infine, ecco l’ultimo esempio: una ragazza che ha la faccia piena di “piercing”. Cosa propagandi di preciso non ho ben capito, ma fa dei video in cui parla di ricette vegane e questo la colloca de facto nel movimento animalista, poiché le scelte alimentari dei vegani sono fatte principalmente per motivi etici, piuttosto che per motivi salutistici. Le feroci discussioni virtuali sul web non sono solo quelle relative alla caccia, cioè tra cacciatori e animalisti, ma anche tra carnivori e vegetariani/vegani. E’ una duplice battaglia che ha gli animali come soggetti passivi, nonché motivo del contendere. Una ragazza che parla di ricette vegane ma ha la faccia piena di...”ferramenta”, fa un pessimo servizio alla causa animalista. L’ho scritto e pubblicato, e lo ribadisco, in quanto è mio diritto di parola farlo, ma sono stato attaccato dalla sua corte di amiche, dalle sue fans.

Viene da pensare: con alleati così, chi ha bisogno di nemici? I poveri animali sfruttati e perseguitati restano spettatori muti sullo sfondo. Volete sapere perché sono contrario a tatuaggi e piercing o non ve ne importa nulla? Ebbene, un antico detto afferma che “Il Diavolo è la scimmia di Dio”, ovvero che il principe delle tenebre imita tutto quello che fa Dio, ma al rovescio, al contrario, come la croce rovesciata. Se un nativo di Papua Nuova Guinea ha tutti i diritti di ornare volto, capelli e corpo, con piume, ossa e altri artifici, un nativo della cosiddetta civile Europa ha il diritto di imitarlo? I tatuaggi vengono infatti giustamente chiamati tribali, per lo meno alcuni. Non me ne intendo, ma vedo che i negozi dove vengono effettuati pullulano in tutte le città e anzi sembrano un business in crescita.

La mia obiezione, che non è stata capita dal giro delle sue amiche, è che non ci si può presentare in pubblico con sembianze indecorose quando si parla di cose serie come l’alimentazione etica e i diritti degli animali, ma lo si può fare se si parla di moda, di sport, di viaggi o di altri argomenti frivoli come lo “skincare”, l’uso dei cosmetici. Divulgare il Verbo animalista è cosa da grandi, non da adolescenti ribelli e immaturi, sempre che deturparsi il volto serva a mostrare una qualche forma inespressa di ribellione. Siamo stati tutti adolescenti ma, una volta arrivati ai 18 anni, abbiamo gradualmente smesso di fare i cretini, come direbbero i nostri genitori se fossero ancora vivi. Certe persone non hanno mai smesso, neanche dopo il giro di boa dell’acquisita maturità legale. E, a quanto pare, non hanno nemmeno intenzione di smettere. Per me possono fare quello che vogliono, l’Occidente è in pieno declino spirituale e morale (vedi alla voce Spengler), i musulmani saranno il suo carnefice, nostro malgrado, ma se si sporca la questione animale io non ci sto, per quello che può servire, e non me ne starò zitto!

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